non si imbavagliano i giornalisti

trovo indecente che la politica più autoreferenzialista e inciuciona che esista si trinceri dietro la difesa dei diritti dei cittadini, di cui non glien'è mai importato nulla (vedi l'ultima legge elettorale e l'indulto), per approvare il disegno di legge mastella sulle intercettazioni. non solo, vogliono anche accelerarne l'iter parlamentare. i dico stagnano alle camere e loro corrono a tappare gli spifferi che danneggerebbero la loro immagine. gentaglia come fabrizio corona e lele mora non mi piace, credo che non serva molto per giungere a questa considerazione, perciò non spenderò parole sul loro modo becero di arricchirsi a scapito degli altri, anche se questi altri non sono proprio stinchi di santo. dirò però che le intercettazioni non sono di sicuro un pericolo per la signora maria rossi e per la sua famiglia media. perciò poche storie: non si vogliono aprire gli armadi perché probabilmente ne uscirebbe un esercito di scheletri. il vero diritto dei cittadini è, nel rispetto della dignità di ognuno, sapere se chi predica bene razzola male, prima di fare le frittata votandolo. se, per esempio, chi mi dice che la famiglia è sacra poi va a mignotte, non è proprio una persona seria. certo, può far quel che vuole, ma non venga a farmi la morale. mastella si ricordi anche che se non gli piace l'informazione diversa da porta a porta (chi non sappia del precedente vada sul sito di annozero a vedere la replica dell'8 marzo), deve comunque ingoiare il rospo: NON SI IMBAVAGLIANO I GIORNALISTI! perciò, il ministro dell'ingiustizia e il garante dell'authority-farsa si rimangino la proposta del carcere per i cronisti che pubblichino i testi delle intercettazioni e ogni altra proposta liberticida. punire l'espressione col codice penale è degno dei migliori regimi.
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