Thursday, February 21, 2008

la biblioteca


"Immagina che dobbiamo mettere in ordine i libri d'una biblioteca. Quando cominciamo, i libri giacciono alla rinfusa sul pavimento. Ora, vi sarebbero molti modi di ordinarli e metterli apposto. Un modo sarebbe prendere i libri ad uno ad uno e metterli ciascuno al suo posto sullo scaffale. O invece noi potremmo raccogliere più libri dal pavimento e metterli in fila su uno scaffale, al mero scopo di indicare che questi libri si devono disporre in questo ordine. Nel corso dell'ordinamento della biblioteca questa fila dovrà tutta cambiar di posto. Ma sarebbe errato dire che, perciò, il mettere insieme i libri su uno scaffale non sia un passo avanti verso il risultato finale. In questo caso, infatti, è evidente che l'avere messo insieme dei libri che vanno insieme sia già un risultato, quantunque tutta la loro fila debba venire spostata. Ma alcuni dei massimi rislutati in filosofia si potrebbero paragonare solo al raccogliere libri che sembrano formare un insieme unitario ed al disporli su differenti scaffali; delle loro collocazioni, è definitivo solo il fatto che essi non sono più mescolati tra loro. Lo spettatore che ignori la difficoltà di questo lavoro potrebbe pensare che non si sia concluso nulla. - Ciò che in filosofia è difficile è dire non più di quanto sappiamo. Ad esempio, vedere che, quando abbiamo messo insieme due libri nel loro ordine giusto, con questo non li abbiamo collocati nei loro posti definitivi."

Ludwig Wittgenstein, The Blue Book

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Saturday, July 07, 2007

ma wittgenstein era uno scienziato...


"Eh sì, effettivamente, dobbiamo dire, va detto che negli altri Paesi funziona tutto meglio che qui da noi. Ci vuole anche poco, voglio dire! E’ perché gli altri sono più seri. Ecco, si impegnano, fanno sacrifici per migliorare. Perché loro credono nell’organizzazione, nelle responsabilità collettive. Voglio dire, i francesi credono alla Francia, gli americani credono all’America. Ci credono, ecco. Basta andare all’estero, si respira subito un’altra aria, Anche in Svizzera, per dire! Eppure mi hanno raccontato un aneddoto curioso, vero pare, e riguarda il famoso Wittgenstein, grande filosofo, grande uomo di cultura, tuttologo. Ecco, questo Wittgenstein pare che tornasse in treno con il suo assistente, sì, pare che tornasse a casa dopo aver terminato il suo ultimo lavoro, un’opera decisiva, il “Tractatus”, che faceva il punto su tutta la filosofia… faceva il punto. Anni di studi, anni di ricerche, anni di saggi, fine del lavoro e meritato riposo. Niente, scompartimento, grande silenzio, a un certo punto pare che il suo assistente abbia chiesto: "Mi scusi, professore, come spiega lei il gesto che fanno gli Italiani?". Wittgenstein pensa un attimo poi sbianca in viso: "Porca miseria, devo rifare tutto da capo!". Sì, evidentemente c’era qualcosa che non gli tornava. Non riusciva a capire l’atteggiamento, e nemmeno l’allegria degli italiani, proprio loro così incapaci di organizzarsi, incapaci di far funzionare la vita, incapaci persino di farsi un governo. Ma Wittgenstein era uno scienziato. Forse avrebbe dovuto andare dall’altra sponda dell’intelligenza per afferrare il mistero dell’incapacità consapevole e sublimata…"

Giorgio Gaber, Wittgenstein

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Tuesday, June 12, 2007

vent'anni


"Essendo così tutto interno e sotterraneo, il vivere risulta ancora fresco e insieme opaco, il troppo vicino rimane troppo stretto."

Ernst Bloch,
Experimentum Mundi

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Friday, April 27, 2007

fragile


"Colorlessly green ideas sleep furiously."

Noam Chomsky

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Friday, February 09, 2007

le avvertenze sui prodotti secondo i filosofi


avvertenza solipsistica: il consumatore dovrebbe essere a conoscenza che lui/lei potrebbe essere l'unica entità nell'universo, e perciò ogni difetto del prodotto sarà colpa sua.

avvertenza deterministica: ogni cittadino sia avvisato che, nonostante le sue azioni siano interamente predeterminate dai ciechi meccanismi della natura dell'universo e perciò ineludibili, lui/lei potrà ancora incorrere nella responsabilità e nell'imputabilità legale per qualsiasi torto, violazione, manomissione o crimine da lui/lei commesso.

avvertenza del genio maligno di cartesio: il lettore è avvisato della possibilità di essere soggetto a un'illusione provocata da un genio maligno, e che le sue fibre sensorie potrebbero essere manipolate per generare il falso, in qualsiasi momento e senza nessun ammonimento né possibilità di rimedio legale.

avvertenza della denotazione epistemologica: il consumatore deve capire che, a causa dell'impossibilità a priori di assicurare una denotazione condivisa tra agenti indipendenti, nessun materiale informativo o avvertenza di sicurezza (inclusa questa) associata al prodotto, potrebbe contenere ciò che il consumatore percepisce come informazione fattiva.

avvertenza etica non-universalistica: poiché la possibilità che una nozione comune di etica non sia universalmente condivisa da tutti gli esseri senzienti, e che quindi il produttore potrebbe aver un concetto di correttezza, equità, onestà e integrità interamenyte diverso dal consumatore, questi non dovrà aspettarsi che il prodotto acquistato sia conforme a quanto dichiarato nell'avvertenza.

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perché il pollo ha attraversato la strada?


platone: per il massimo Bene.
karl marx
: era storicamente inevitabile.

niccolò machiavelli
: perché i suoi sudditi lo guardassero con ammirazione, come un pollo che ha il coraggio di attraversare con audacia la strada, ma anche con paura, per chi tra loro abbia la forza di sfidare un simile esempio di virtù aviaria. in questo modo è garantito il dominio principesco del pollo.

jacques derrida
: qualsiasi numero di discorsi antitetici potrebbe essere scoperto nell'atto del pulcino di attraversare la strada, e ogni interpretazione è ugualmente valida poiché l'intenzione dell'autore non può essere mai distinta, perché lo strutturalismo è MORTO, diamine! MORTO!
thomas de torquemada: datemi dieci minuti col pollo e lo scoprirò.
friedrich nietzsche
: perché se guardi fissa la strada, dopo un pò la strada guarderà fisso te.
carl jung: la confluenza di eventi nella gestalt culturale ha posto la necessità che gli individui polli attraversino la strada in questa precisa congiuntura storica.
jean-paul sartre: per agire in buona fede ed essere onesto con se stesso, il pulcino ha ritenuto necessario attraversare la strada.
ludwig wittgenstein
: la possibilità di "attraversare" era codificata negli oggetti "pollo" e "strada", le circostanze che sono venute in essere hanno causato l'attuazione di questa potenzialità.

albert einstein
: che il pollo abbia attraversato la strada o che la strada abbia attraversato il pollo dipende dal sistema di riferimento.

aristotele
: per attuare la sua potenza.

charles darwin
: era il passo logico successivo dopo essere sceso dall'albero.

epicuro: per piacere.
johann goethe
: l'eterno principio della chioccia lo ha spinto a farlo.

werner heisenberg
: non siamo sicuri su quale lato della strada fosse il pollo, ma stava muovendosi velocemente.

david hume
: fuori dalla tradizione e dall'abitudine.

pirrone lo scettico: quale strada?
la sfinge
: dimmelo tu!

zenone di elea
: per provare che non avrebbe mai potuto raggiungere l'altro lato.

freud
: an die andere Seite zu kommen (per venire all'altro lato...)


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Tuesday, January 23, 2007

la morale umana


"Come infatti sono convinto - e appunto perchè lo sono - che la partecipazione dell'inclinazione a un'azione libera non dimostra nulla per la pura conformità di quest'azione al dovere, così credo di potere appunto da questo dedurre che la perfezione morale del'uomo può risultare chiara proprio solo da questa partecipazione della sua inclinazione al suo agire morale. L'uomo infatti non è destinato a compiere singole azioni morali, ma ad impersonare un essere morale. Non singole virtù sono il suo precetto, ma la virtù, e la virtù non è altro che 'un'inclinazione al dovere'. Per quanto dunque le azioni compiute per inclinazione e le azioni compiute per dovere possano contrapporsi in senso oggettivo, non è così in senso soggettivo, e l'uomo non solo può, ma deve congiungere il piacere e il dovere; deve ubbidire con gioia alla sua ragione. Alla sua pura natura spirituale è aggiunta una natura sensibile, non per gettarla via come un peso o togliersela di dosso come un rozzo involucro, no, per accordarla il più intimamente possibile col suo essere superiore. La natura, già facendo di lui un essere razionale sensibile, cioé un uomo, gli impose l'obbligo di non separare quello che essa ha congiunto, di non lasciare dietro di sé la parte sensibile anche nelle più pure manifestazioni della sua parte divina e di non fondare il trionfo dell'una sulla soppressione dell'altra. Il suo modo di pensare morale è sicuro solo quando sgorga dalla sua umanità totale come l'effetto unito dei due principii, quando per lui è diventato natura; poiché fin tanto che lo spirito morale usa ancora violenza, l'istinto naturale deve ancora contrapporgli la forza. Il nemico che è stato soltanto schiacciato può risorgere, ma il nemico conciliato è veramente vinto."

Friedrich Schiller, Anmut und Würde

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Thursday, January 11, 2007

torto o ragione


"Provare che gli altri hanno torto non prova che si abbia ragione noi."

Etienne Gilson, La filosofia nel Medioevo

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in nome della libertà


"Non si può giustificare nulla in nome della libertà se non si dà effettivamente alle persone l'occasione di esercitarla, questa libertà, o se quantomeno non si cerca di valutare attentamente in quale modo sarebbe esercitata un'opportunità di scelta qualora essa fosse resa disponibile. la repressione sociale può negare la libertà culturale, ma la violazione della libertà può venire anche dalla tirannia del conformismo, che rende difficile ai membri di una comunità optare per altri stili di vita."

Amartya Sen, Identità e violenza

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Wednesday, November 08, 2006

come si può non studiare filosofia?


"una considerazione biologica dell'uomo non consiste nel paragonare la sua physis con quella dello scimpanzé, bensì nel rispondere a questa domanda: in qual modo è vitale quest'essere incomparabile, per essenza, con qualsivoglia animale? infatti, già l'apertura al mondo, se vista in questa prospettiva, è in linea di principio un onere. l'uomo è soggetto a una profusione di stimoli assolutamente estranea alla natura animale, è soggetto alla piena "senza scopo" di impressioni che lo raggiungono e che egli deve in qualche modo padroneggiare. non gli sta di fronte un ambiente in cui i significati siano articolati e istintualmente ovvi, ma un mondo - ossia, in termini negativi, un campo di sorprese, dalla struttura imprevedibile, che va elaborato, cioè esperito, con circospezione e prendendo ogni volta misure e provvedimenti. già qui si prospetta un compito di grande rilievo fisico e vitale: l'uomo deve trovare a se stesso degli esoneri con strumenti e atti suoi propri, cioè trasformare le condizioni deficitarie della sua esistenza in possibilità di conservarsi in vita."

arnold gehlen, l'uomo. la sua natura e il suo posto nel mondo.

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Saturday, July 15, 2006

la venuta di searle/2, ovvero fifty-fifty


questo post doveva essere pubblicato giorno 13, ma le tesine per l'esame hanno assorbito tutto il mio tempo. e in fondo non c'è molto da dire sull'altra sessione del seminario di searle. il motto della giornata è stato: un pò per ciascuno non fa male a nessuno, o anche fifty-fifty. non lo convince il materialismo, non gli piace il dualismo, ma va bene prendere un pò dall'uno e un pò dall'altro e per questo ritenersi originali! io, robertina e eugenio abbiamo anche avuto l'onore di fargli delle domande, senza ovviamente avere risposta! roberta si pone sempre il problema delle convenzioni, io della maggiore chiarezza, "can you be more explicit about the non-syntactical structure of the prelinguistic consciousness? in what sense it is non syntactical?". vabbè! almeno abbiamo ricevuto gli apprezamenti dei prof la mantia&carapezza. adesso manca solo l'esame, non vedo l'ora che sia finita! thanks robi per la vignetta:)

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Wednesday, July 12, 2006

la venuta di searle


apoteosi della mediocrità. trionfo della banalità. celebrazione del ruolo del leccaculo alla corte dei professori. basta aver scritto dei libri per sentirsi un dio in terra ed evitare sapientemente di rispondere alle domande scomode. e poi la di lorenzo ci accusa di essere state indottrinate da lo piparo. lui sì che è un professore, neanche si è abbassato al livello di quel turista della filosofia (se aveste visto il cappellino che ha indossato all'uscita, l'avreste scambiato per un qualsiasi pensionato americano in vacanza). domani c'è il gran finale, peggio di così non può andare... spero. thanks pupi, vignettista ufficiale del blog!

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Thursday, June 22, 2006

la cura del silenzio


il pensiero dell'essere non cerca nell'ente alcun appoggio. [...] questo pensiero è attento alla verità dell'essere e aiuta così l'essere della verità affinché esso trovi il suo posto nell'umanità storica. questo aiuto non è causa di successi, perché non ha bisogno di effetti. il pensiero essenziale è d'aiuto come semplice insistenza nell'esserci, in quanto in essa si infiamma qualcosa di affine, senza che essa possa disporne o anche solo averne conoscenza. dando ascolto alla voce dell'essere. il pensiero gli cerca la parola da cui la verità dell'essere viene al linguaggio. il linguaggio dell'uomo storico è a posto solo se scaturisce dalla parola, e, solo se è a posto, gli si prospetta la garanzia della silente voce di sorgenti nascoste. il pensiero dell'essere protegge la parola, e in questa cautela compie la sua missione. esso è la cura per l'uso del linguaggio. dal silenzio senza parole [...] viene il dire del pensatore. dalla stessa fonte proviene il nominare del poeta. ma poiché il simile è simile solo in quanto è distinto, e il poetare e il pensare si somigliano nel modo più puro nella cura della parola, essi sono ad un tempo separati nella loro essenza dalla massima distanza. il pensatore dice l'essere. il poeta nomina il sacro.
martin heidegger, poscritto a was ist metaphysik?

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petizione di principio


se reclamare una dimostrazione di principio è una mancanza di cultura, difendersi accampando l'impossibilità scientifica della medesima con una messa in scena dialettica che sembra un modo astuto di schivare il problema è mancare di filosofia.
lukasiewicz sulla metafisica gamma di aristotele

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Saturday, June 17, 2006

wittgenstein su heidegger



pensiamo alla semplice meraviglia che qualcosa esista. il solo fatto che ci sia qualcosa piuttosto che il Nulla, suscita in noi una meraviglia che non può essere espressa nella forma di una domanda e a cui non vi è neppure alcuna risposta. [...] tutto ciò che vorremmo dire può, a priori, essere solo nonsenso. tuttavia ci avventiamo contro i limiti del linguaggio. [...] no ha senso dire che mi meraviglio per l'esistenza del mondo poichè non posso immaginarlo non esistente. posso certo meravigliarmi che il mondo attorno a me sia così. se, per esempio, avessi una tale esperienza mentre guardo il cielo azzurro, potrei meravigliarmi del suo essere azzurro, invece che coperto di nubi. ma non è questo che voglio dire. mi sto meravigliando del cielo, comunque esso sia. [...] ma allora che cosa significa essere consapevoli di questo miracolo in certe occasioni e non in altre?[...] quest'avventarsi contro le pareti della nostra gabbia è perfettamente, assolutamente disperato. l'etica, in quanto sgorga dal desiderio di dire qualcosa sul significato ultimo della vita, il bene assoluto, l'assoluto valore, non può essere una scienza. ciò che dice non aggiunge nulla, in nessun senso, alla nostra conoscenza. ma è un documento di una tendenza nell'animo umano che io personalmente non posso non rispettare profondamente e che non vorrei davvero mai, a costo della vita, porre in ridicolo.
ludwig wittgenstein, lectures on ethics
(commento a was ist metapysik? di martin heidegger)

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Tuesday, June 13, 2006

non luoghi


è strano come tante cose importanti della mia vita si siano svolte in non-luoghi. stazioni, alberghi, aeroporti, navi. odi et amo. odio la loro precarietà, la loro indifferenza. amo la loro pazienza che ospita il movimento. odio la loro freddezza. amo il loro essere microcosmi. odio la loro provvisorietà, amo i sentimenti e le emozioni durevoli che nascono al loro interno. odio doverne dipendere, amo il fascino che esercitano su di me. odio e amo il fatto che in loro convivano, complementari e indivisibili, vicinanza e lontananza.

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Saturday, May 27, 2006

annarella



dopo una giornata passata quasi interamente a dormire, oggi sono stata molto mattiniera. sono andata a trovare la mia prof di filosofia del liceo, la grande annarella. le ho parlato del seminario su gadamer, della campagna per la borsellino, di tante altre cose. era molto contenta, e anche io. se studio filosofia sicuramente lo devo anche a lei. per suggellare l'incontro, pubblico una vignetta che la ritrae, vignetta nata sui banchi di scuola, bei tempi:)

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Thursday, May 25, 2006

successone!




rieccomi! la due-giorni di preparazione per il gadamer day si è conclusa in bellezza. non solo il seminario non ha lasciato morti e feriti sul campo, ma è stato un vero e proprio successone! abbiamo ricevuto i complimenti dagli assistenti e dai colleghi, possiamo dire senza falsa modestia di aver condotto l'unico seminario che ha realmente suscitato interesse. ma c'è molto più dell'aspetto "accademico", del riconoscimento del lavoro che abbiamo svolto. sono felice e orgogliosa di aver scelto di studiare filosofia. credo che tutti dovremmo essere capaci di stupirci, di emozionarci leggendo un testo, di aprire mondi nuovi e riflettere sulla complessità e la bellezza di queste cose. vorrei tanto che le persone a cui voglio bene possano trovare quello che io ho trovato nella filosofia, che possano entusiasmarsi per quello che fanno, che possano realizzarsi secondo le loro inclinazioni. ogni nuova prova che i miei studi mi mettono davanti mi fa crescere e mi arricchisce, ogni opinione stimola catene di pensieri in cui è fantastico perdersi. quello che mi rende ancora più felice è poter condividere questo con delle persone che sto imparando a conoscere e a voler bene. le ringrazio perché mi stanno dando tantissimo, sul piano umano e sul piano degli studi (nel nostro caso il confine è molto sottile...). prossima tappa: heidelberg:)

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Thursday, May 18, 2006

incursioni notturne


i miei post nascono sempre più tardi. sono quasi le undici e mezzo, per me è notte fonda :)
oggi abbiamo quasi concluso derrida a lezione di istituzioni di filosofia. volevo riportare un passo che mi ha colpita tantissimo, profondo e quanto mai attuale. "La guerra è dunque congenita alla fenomenicità. è il sorgere stesso della parola e del manifestarsi. (...) Il discorso, se è originariamente violento, non può dunque che farsi violenza, negarsi per affermarsi, fare la guerra alla guerra che lo istituisce, senza mai potere, in quanto discorso, riappropriarsi di quella negatività. Senza dovere riappropriarsela perché, se lo facesse, l'orizzonte della pace svanirebbe nella notte (violenza peggiore come pre-violenza). Questa guerra seconda, come confessione, è la minor violenza possibile, la sola maniera di reprimere la violenza più grave, quella del silenzio primitivo e pre-logico, di una notte inimmaginabile che non sarebbe neppure il contrario del giorno, di una violenza assoluta che non sarebbe neppure il contrario della non-violenza: il nulla o il nonsenso puri. Il discorso si sceglie dunque violentemente contro il nulla e il non-senso puri e, nella filosofia, contro il nichilismo". jacques derrida, la scrittura e la differenza, violenza e metafisica.

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Monday, May 15, 2006

nulleggiamo!


hello folks! oggi giornata piena, pienissima. ha cominciato lo zio samonà, il mio prof di istituzioni di filosofia. continuano le lezioni su heidegger, was ist metaphysik?, e lui si arrovella per tradurre in italiano la parola nichtigen. è qualcosa tipo "nientificare", ma in effetti non va bene... zio samonà preferisce nulleggiare! e per quanto mi sforzi di essere seria, ogni volta che lo ripete, mi sento in palestra e lo vedo condurre una lezione di aerobica: "su ragazzi! uno, due, nulleggiamo!!". abbiamo anche ricevuto il titolo di "ragazze più diligenti" dalla di lorenzo, prof di storia della filosofia... e fra le righe abbiamo voluto leggere un 28 assicurato a luglio!!!!
finalmente pupi ha ricevuto il suo regalo di compleanno, il nuovo cd dei pearl jam, sn tanto contenta ke le sia piaciuto. comincia a fare caldo, tanto caldo. al ritorno, alla stazione, ho percorso il viottolo accanto ai binari tra lucertole e qualche papavero sparuto. il caldo diluisce la strada, la allunga. ho voglia di mare, non di università.
momento intellettual-politico. io volevo baffino d'alema presidente della repubblica. invece si è insediato napolitano al quirinale. detto così sembra l'anguilla travestita da serpente di robin hood. mi è piaciuto molto il discorso alle camere, concreto, deciso e di sinistra(nell'accezione più nobile). ma ho ancora la sensazione che sia un tipo un pò freddo, sicuramente distante dalla mia generazione e forse anche dai più grandi. vorrei essere smentita dai fatti.

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